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Luci in the Sky, the press release

Posted in my news by vittoria chierici on February 2, 2012

Quando incontrai Renzo Cabassi,  amico dei tempi dell’universita’, a Bologna, dopo tanti anni e dopo tante avventure della vita, alcune difficili, mi sono informata sulla sua attivita’ di quasi astronomo, per la verita’ scrutatore – osservatore del cielo, alla ricerca di fenomeni luminosi nuovi. Le immagini che guardavo io, le guardavo con l’occhio di chi non sa niente di niente. Mi sforzo, a volte, di capire, di studiare, approfondire l’argomento, ma non mi viene bene. Mi viene meglio la meraviglia. Quell’atteggiamento infantile che cercano di toglierti per diventare adulto. Io forse diventero’ vecchia, ma adulta, no.

Torniamo a parlar di stelle. Stelle, fulmini, uccelli, aereoplani, fiocchi di neve, punti luminosi in un cielo scuro. Poco contrasto, perche’ la video camera usata dagli sky observers e’ di quelle a bassa definizione che sono anche nei negozi e nelle banche. Un effetto a basso contrasto, sciatto che a me piace moltissimo. Ecco dunque che Renzo mi da nel 2007 un  pugno di files in quick time e mi pareva di avere dell’oro. Non sapevo che farmene, ma sapevo che dovevo montare assieme quei files. A questo punto ringrazio, il compositore Michael Schumacher che mi ha fatto notare che quei files, pur poveri in tecnologia, erano preziosi in quanto tale e che non andavano montati. E cosi’ in un certo senso e’ stato. L’ultima versione, dopo diversi tentativi, di Luci in Cielo, tradotto in inglese Luci in the Sky,  e’ rappresentata da un insieme di segmenti staccati, scene distinte, fatte di pochi attimi, piu’ che di immagini e che possono, se ce n’e’ l’occasione, essere proiettate distintamente nello spazio di una installazione. Oppure in modo lineare, per una proiezione tipica, quella su uno schermo o per un set televisivo. Anche in questo caso, i segmenti, le scene, si possono considerare autonome e aperte ad essere modificate. In effetti, i files che mi ha dato Renzo sono scarti tra quelli che hanno valore scientifico e documentativo.  Ce ne possono essere altri in futuro, da aggiungere al film. Questo permette al film di arricchirsi nel tempo e di essere oggetto di performances, anche diverse.

L’inconsistenza di queste immagini e il fatto che non ci sia un testo, un contesto, un messaggio, un bagaglio storico, mi ha lasciata spesso perplessa. Ho realizzato alcuni tests basandomi sulla musica come contenuto mancante. Ho incontrato di persona, se pur brevemente, a Firenze, nel 2007, un musicista olandese, Ernst Reijseger, molto bravo e acclamato per le colonne sonore che aveva appena composto per il ciclo White Blue Yonder di Werner Herzog. Ho provato, con l’aiuto del bravissimo grafico – editor, Dario Sbrana a montare  una breve serie di immagini sul pezzo di Reijseger, Colla Parte. Sempre quell’anno, nel 2008 – 2009, ho provato a montare, grazie all’aiuto del giovane artista new yorkese, Corwin Lamm, altre immagini: notturni, su un pezzo di Ludovico Einaudi, un frammento dalla bella musica di Melodia Africana, Ho realizzato altri  tests nel 2009-1010, come quello montato su di un pezzo ancora inedito di Eve Beglarian, compositrice con cui avevo gia’ collaborato in passato. Ringrazio anche i tests realizzati dalle validissime film makers, Eileen Cohen e Violet Lucca.

Ecco un link per vedere il test di Luci in Cielo, edito da Corwin Lamm su musica di Ludovico Einaudi. Questo test non e’ un teaser, ma  e’ inteso come studio per essere proiettao privatamente tra amici.

Nell’estate del 2011, ho dato il film in mano ad una musicista che avevo conosciuto tempo prima e che l’istinto mi diceva sarebbe stata la persona piu’ valida a concludere una volta tanto il progetto, Luci in the Sky. Da questa commissione ho capito anche la mia concezione del rapproto arte e musica, a cui tengo moltissimo, oltre naturalmente alla pittura e che si riassume in questa frase: il film non si puo’ vedere senza musica. Sembra un paradosso, un non senso. Luci in the Sky, senza la musica di Ana Milosavljevic, non esisterebbe, non avrebbe senso. Il che significa che la musica non e’ un commento al film, che la musica non e’ in relazione contenutistica al film, che non c’e’ una connessione matematica spirituale, etc.. Forse neanche estetica. Immagini da ascoltare e suoni inimmaginabili. Che ci sia, se non il messaggio, almeno, la meraviglia !

Ringrazio poi la realizzazione, meglio la creazione di questo nuovo film, di Yuko Takebe, filmaker professionista e abilissima nell’uso della tecnica e  a capire le mie idee vaghe e mutevoli.

Luci in the sky is the translation from the Italian Luci in Cielo, a digital film started a few years ago and based on very short and undefined files which I had from an international group of sky observers. These files have rare images of night sky  scenes recorded with fix cameras in different locations, in Norway and in Italy.

I tried to put together all these files in variuos attempts of finding a meaning, but there wasn’t any. Each file was beautiful, but inconsistent. I finally decided to give the music the role of  expressing the most spiritual content. It would be impossible, now, to see the film without the music.

The files have been edited in a number of short segments, or scenes. Each scene is independent and it may be projected in a multiple projection mode, or just linked to one another in a more traditional linear editing. The film projection can be adapted in different spaces, as an installation of many screens or as in a background screening mode.

The film is conceived to have an open format in order to be flexible in its length. More files can be added as new lights in the sky will be discovered and recorded.

Here is a PDF of  LUCI_press release.

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